La storia

Fontignano: olio e arte

L’olio è un’arte, che Terre della Cerqua realizza in un territorio speciale e ricco di storia come quello delle colline che guardano la valle del Nestore e che la separano dall’incantevole scenario del lago Trasimeno. Un’arte, quella dell’olio, che prende forma a pochissimi km dal paese di Fontignano, dove sono custodite le spoglie di Pietro Vannucci, detto “Il Perugino”, uno dei maggiori pittori del Rinascimento.

Pietro di Cristoforo Vannucci nacque a Città della Pieve nel 1445 e fu tra gli allievi più ispirati, dopo il trasferimento a Firenze – dal 1472 al 1474 – della scuola di Piero della Francesca e del Verrocchio a Firenze. Fu qui che si addestrò accanto ai migliori contemporanei fiorentini nella tecnica della pittura a olio che ancora non era conosciuta in Umbria.

Dopo il ritorno in Umbria e gli inizi, con una serie di opere minori, tra il 1481 e il 1483 Vannucci venne chiamato a Roma da papa Sisto IV per partecipare alla decorazione della Cappella Sistina a Roma accanto ad artisti di primo livello. Nei dintorni di Fontignano, opere del Perugino sono presenti a Perugia (Collegio del Cambio, Monastero di Sant’Agnese, Cattedrale di San Lorenzo, Chiesa di San Severo, Abbazia di San Pietro, Palazzo Baldeschi), Corciano (Chiesa di Santa Maria), Città della Pieve (Oratorio di Santa Maria dei Bianchi, Duomo, Chiesa dei Serviti), Panicale (Chiesa di S. Sebastiano), Cerqueto (Chiesa di Santa Maria Assunta), Bettona (Pinacoteca Comunale), Santa Maria degli Angeli (Porziuncola), Spello (Chiesa di Santa Maria Maggiore), Foligno (Oratorio della Nunziatella), Montefalco (Museo di San Francesco), Trevi (Chiesa di Santa Maria delle Lacrime) e Fontignano (Chiesa dell’Annunziata). A Fontignano, nel 1511, Pietro Vannucci decise di vivere e impiantare la sua bottega, da dove si spostava nei dintorni per far fronte alle varie commissioni che gli venivano affidate. Scelse Fontignano, con tutta probabilità per evitare i rischi della peste che imperversava a Perugia, il che non gli evitò la morte nel 1523 – proprio a causa dell’infallibile flagello – proprio mentre stava affrescando l’Adorazione dei pastori nella chiesa dell’Annunziata. A causa del pericolo di contagio, in un primo tempo fu sepolto fuori dal paese di Fontignano sotto una grande “cerqua” (termine dialettale per identificare l’albero della quercia). Intorno al 1573, i frati minori della chiesa di Santo Spirito di Perugia lo riesumarono e ne seppellirono i resti all’esterno della chiesa dell’Annunziata, edificio religioso senza croce né lapide perché, probabilmente come spiegò il Vasari, il Perugino era ateo. Le ossa del pittore vennero scoperte agli inizi del Novecento e, dopo una serie di esami approfonditi per stabilirne l’effettiva “proprietà”, custodite in un’urna all’interno.